- Si tratta di una norma "per costruzione" il che significa che a partire dal 7 febbraio 2011 le vetture ed i veicoli leggeri (fino a 3,5t) e dal 7 agosto 2012 i veicoli industriali trasporto merci e gli autobus dovranno essere dotati di un dispositivo specifico. Tale dispositivo entrerà in funzione automaticamente all'atto della messa in moto.
All'atto della accensione delle luci di posizione o anabbaglianti, il sistema delle luci diurne, verrà disinserito automaticamente.
Non è previsto dunque il circolante né alcuna norma che imponga l'accensione dei fari durante il giorno per tutti i veicoli immessi per la prima volta in circolazione prima di quelle date. - Sono esclusi i veicoli a due ruote a motore cioè motociclette e motocicli e questo è francamente ancora meno comprensibile.
Da notare che il termine "luci di marcia diurna" è già previsto dal nostro C.d.S: all'articolo 151 comma p. ter. attuato peraltro in maniera molto artigianale, dall'art. 152 comma 1.
La disposizione attualmente vigente nel nostro Paese dispone come noto, fuori dai centri abitati, l'accensione in marcia durante il giorno delle luci anabbaglianti.
Questo dimostra che non sempre la politica va a rimorchio della tecnica.
La Direttiva della Commissione europea, che rientra nel campo delle Direttive di adeguamento al progresso tecnico, ha recepito il Regolamento 48 della CEE/ONU che ha disposto da anni tale dispositivo.
Ma perché si è abbracciato il concetto di luci previste in fase di omologazione e non o non anche il principio dell'obbligo in circolazione? Perché il dispositivo specifico, consuma energia in misura notevolmente inferiore a quella consumata da un anabbagliante.
Si tratta di un consumo che varia dal 25% al 10% di quello normale a seconda del sistema montato con la conseguenza, di grande impatto specialmente in questi tempi, di una riduzione delle emissioni di Co2.
Non è vero dunque che l'accensione dei fari anabbaglianti non comporti alcun dispendio di energia. Ne comporta ed in misura non proprio trascurabile.
La proposta originaria della Commissione prevedeva per la verità anche la normativa per circolazione e l'inclusione nell'obbligo anche delle due ruote a motore.
Basti riflettere che per le due ruote in Italia vige l'obbligo della accensione delle luci di giorno, anche all'interno delle aree urbane.
Il tutto in Europa, si è arenato per l'opposizione forte fatta da Associazioni e da alcuni Stati membri.
Un'altra norma frutto di un compromesso che rinuncia ad un sistema più logico e coordinato.
In definitiva fino al 2011 e 2012 si dovrà continuare ad accendere in Italia i fari anabbaglianti e le moto anche.
Da quelle date o da prima se l'industria automobilistica si adeguerà anticipatamente, ci sarà una doppia circolazione: la maggior parte con le luci anabbaglianti e i nuovi veicoli con il dispositivo specifico.
In Europa, se si escludono alcuni paesi nonché i paesi dell'estremo nord dell'Europa che da sempre hanno questi sistemi, sarà possibile circolare senza luci accese di giorno.
Questo in teoria perché se l'illuminazione del veicolo rappresenta come appurato, un miglioramento della sicurezza, è importante utilizzarla a prescindere dall'esistenza di un dispositivo di Legge.
Elenchiamo per informazione dei lettori, i paesi che attualmente prevedono l'obbligo delle luci diurne secondo una verifica effettuata a livello europeo.
• Ungheria : Strade extraurbane - tutto l'anno
• Lituania : Tutte le strade - novembre/marzo
• Slovacchia : Tutte le strade -ottobre/marzo
Articolo tratto da il "Tir" n.112 Gennaio 2009 pagg.10-11








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