Crescono i controlli ma dimiinuiscono le infrazioni

I dati Italiani e del Parlamento Ue segnano un'inversione di tendenza.
Secondo un dossier commissionato da Strasburgo l'Italia è insieme a Germania e Francia il Paese con il più alto numero in Europa di verifiche sui mezzi pesanti.

Aumentano i controlli su strada per i mezzi pesanti ma diminuisce, in proporzione, la percentuale di infrazioni riscontrate dalla polizia stradale e dalle pattuglie miste dei Centri mobili di revisione del Ministero. Per quel che riguarda i controlli presso le imprese di trasporto, poi, il dato è estremamente significativo.
Secondo il ministero del Lavoro nel corso della riunione della Commissione per la sicurezza stradale che si è tenuta presso il ministero delle Infrastrutture e Trasporti lo scorso 10 febbraio, le visite in azienda per il riscontro delle condizioni contrattuali di lavoro degli autisti sono risultate circa il doppio di quelle imposte dalla normativa europea.
La polizia stradale nella stessa sede ha anche reso nota la diminuzione degli incidenti stradali che vedono coinvolti mezzi pesanti, calati del 10,10% dal 2007.
Non solo: uno studio commissionato dal Parlamento europeo sui tempi di guida e di riposo a livello continentale dimostra che il nostro Paese è tra quelli più puntuali nell'attività di controllo dei Tir.
Si comincia quindi a intravedere un'inversione di tendenza rispetto a cifre che restano sempre estremamente preoccupanti: aumentano, ad esempio, in maniera consistente gli incidenti stradali gravi nei quali sono coinvolti mezzi pesanti con targa straniera: dal 4% del 2004 si è passati all'attuale 16%, con un incremento medio annuo pari al 3%, secondo l'Ania.
In generale i Centri mobili di revisione ministeriali hanno riscontrato irregolarità nel 43% dei mezzi controllati.
Lo scorso hanno erano il 49 per cento. Restano senza dubbio percentuali molto alte, che farebbero pensare che circa la metà dei camion in circolazione rappresenti un pericolo.
«È evidente che non è così, tenendo conto che in Italia viaggiano circa 500mila camion al giorno - spiega Paolo Sangiorgio, responsabile dei controlli su strada per i mezzi pesanti del Ministero -, due sono le variabili da tenere presenti: la prima è che il dato è evidentemente parziale perché riguarda solo il campione controllato e quindi non il 43% complessivo dei mezzi, la seconda sta in quello che viene definito l'«occhio clinico» della pattuglia, che di solito sceglie di fermare il mezzo che sembra avere buone possibilità di presentare irregolarità».
Secondo i dati le violazioni frequenti contestate ai Tir dalla polizia stradale rispetto al tipo di infrazione contestata, sia per i vettori italiani che per quelli stranieri, sono principalmente due: eccesso di velocità, più di un terzo del totale (6.852 su 18.105) e tempi di guida e riposo (5.664).
Interessante il dato sulla ripartizione regionale delle infrazioni contestate ai mezzi pesanti dalla polizia stradale: un po' a sorpresa nettamente in testa alle violazioni al Codice della strada è l'Emilia Romagna, che nel 2008 ha fatto registrare 2.833 infrazioni, seguita dalla Toscana con 2.029.
Il motivo, secondo gli addetti ai lavori, è duplice: da una parte si tratta di aree territoriali che in qualche modo rappresentano un passaggio obbligato da Nord a Sud, e che si trovano al centro del passaggio tra i maggiori territori produttivi italiani.
Dall'altra la rete autostradale che attraversa queste due regioni è tra quelle che hanno subito lo scorso anno l'apertura di numerosi cantieri per ristrutturazione o rifacimenti.
Tutto ciò giustifica il fatto che qui siano state riscontrate più infrazioni che in Lombardia, la regione a maggior flusso di camion del Paese, che ne ha fatte segnare 1.265 o in Campania (1.459).
Alle irregolarità legate principalmente ai tempi di guida e riposo degli autisti è invece dedicato lo studio «Enforcement of the Ue legislation on road freight transport» commissionato alla PricewaterhouseCoopers Advisory Italia dal Parlamento europeo, che analizza sia la quantità - numero di controlli effettuati - sia l'efficacia - numero di infrazioni e sanzioni - e sia la qualità -la relazione tra controlli effettuati e infrazioni rilevate - dei controlli effettuati dagli Stati membri dell'Ue in relazione al rispetto delle disposizioni legislative comunitarie in tema di sicurezza stradale nel settore merci.
Come si vede dalla tabella in pagina (omessa nel ns. sito) la ricerca colloca l'Italia tra i Paesi europei che effettuano un numero sufficiente di controlli dei tempi di guida e risposo dei trasportatori, in aumento nel 2008, e che presentano anche una percentuale di infrazione riscontrata rispetto al cronotachigrafo anche qui nella media.
Giorgia Aresu, una dei curatori della ricerca, mette l'accento su uno degli aspetti più interessanti dello spaccato che dal dossier. «Lo studio dimostra che un'intensificazione del numero di controlli effettuati non porta a un corrispondente aumento delle infrazioni o irregolarità, anzi, in alcuni casi questa relazione rileva l'effetto deterrente di una maggiore attività di enforcement, e poi la previsione, a livello legislativo, di un livello minimo di controlli da effettuare sprona gli Stati membri a effettuare maggiori verifiche in quel determinato ambito».
Resta però il fatto che il numero di casi di irregolarità o infrazione segna un incremento in tutti gli Stati membri e questa tendenza può essere spiegata da diversi fenomeni.
Il primo è quello di un reale, effettivo aumento del numero di irregolarità o infrazioni effettuate, il secondo è che «oggi — prosegue Aresu - le irregolarità vengono meglio individuate grazie a campagne di controlli mirate e targetizzate e, quindi, più efficaci, basate ad esempio sull'esperienza accumulata nelle verifiche precedenti o su risk analisys costruite ad hoc».

Articolo tratto da "Il sole24ore Trasporti n° 4 pag. 2"

Autore: Paolo Castiglia

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