Tra la strada e il web
C'era una volta il baracchino, uno strumento di comunicazione - e spesso anche di amicizia - di cui gli autotrasportatori erano i protagonisti assoluti,.
Erano i tempi delle cabine telefoniche, dei messaggi affidati a carta e penna e francobollo, dei radioamatori.
Non sono passati moltissimi anni, eppure si ha l'impressione di vivere in un'altra epoca.
E il camion non fa eccezione.
Anzitutto sul versante della sicurezza.
Tutti i fattori chiave dell'incidentalità - veicolo, conducente, infrastrutture - possono giovarsi dei progressi compiuti in questi anni per garantire una sostanziale riduzione dei sinistri.
Viviamo in un contesto in cui i protagonisti dell'economia chiedono al settore dell'autotrasporto di essere sempre più dinamico, flessibile, organizzato, efficente.
L'informatica e la telematica applicate in un quadro di regole certe possono anzitutto ottimizzare il numero degli attori e aumentare la catena del valore dei servizi.
Con un linguaggio che ha sempre un vago sapore futuristico, si possono elencare molte funzioni telematiche per un trasporto più sicuro: pensiamo al monitoraggio sulle merci pericolose con il collegamento Wi-Mesh tra convogli, al tracciamento Gps, alla telemetria, alla videocomunicazione.
Anche per quanto riguarda le aree di sosta attrezzate non mancano i servizi offerti, che vanno dalla localizzazione, alla sicurezza (videosorveglianza, controllo accessi), fino all'intrattenimento.
Sul versante dei controlli un'innovazione importante proviene dal collegamento con le banche dati al sistema di interscambio e cooperazione applicativa utilizzato dai Centri mobili di revisione.
I temi legati all'informatica e alla telematica sono stati al centro della recente tappa madrilena de "La sicurezza per gemellare l'Europa", la campagna promossa dal Comitato Centrale dell'Albo con il patrocinio del Parlamento europeo e la collaborazione di Iveco e Mercedes.
Il convegno è stato anche l'occasione per presentare la piatttaforma telematica dell'Albo, un progetto innovativo non solo sul piano nazionale.
La piattaforma telematica.
L'idea di partenza - presentata dal prof. Rocco Giordano - è quella di un coinvolgimento dell'autotrasportatore non solo come utente finale ma come soggetto attivo che possa interfacciare interattivamente una struttura dedicata.
C'è dunque un orientamento dei servizi verso la riduzione dell'incidentalità, ma anche verso il miglioramento della produttività del settore autotrasporto.
Il progetto pilota prevede un primo gruppo di servizi forniti ad un nucleo iniziale di utenti per un anno.
In una fase successiva si punta invece a un ampliamento del numero e della tipologia dei servizi erogati e all'estensione della base d'utenza, in linea con i risultati del pilota e con le linee guida stabilite dal Comitato Centrale.
Interessante l'idea di integrare l'offerta informativa sul traffico, sulla base di informazioni generate dagli stessi autotrasportatori.
In questo modo gli autotrasportatori potrebbero diventare una vera e propria comunità viaggiante al servizio della sicurezza.
A questo scopo è prevista la creazione di una rete di "sensori mobili" sul territorio, quali fonti integrative rispetto a quelle istituzionali, in grado di monitorare in tempo reale la situazione della mobilità.
Ciò permetterebbe per la prima volta a livello nazionale ed europeo, la ralizzazione di una piattaforma integrata di servizi a valore aggiunto dedicati all'autotrasporto e la creazione e disponibilità di una banca dati aggiornata in tempo reale sullo stato della viabilità, sull'incidentalità, etc.;
Anche in seguito ad eventuali accordi di partnership, il progetto potrebbe integrare ulteriori fornitori di servizi: da quelli di assistenza pubblica e privata (centri di assistenza meccanica, presidi sanitari, etc:) alle informazioni concernenti le aree si sosta.
Ciò permetterà di produrre livelli di informazione diffusi finalizzati alla sicurezza su strada, e di realizzare una piattaforma compatibile con il Programma italiano Artist del ministero dei Trasporti, incentivando le partnership private anche ai fini della sostenibilità economic dell'operazione.
Per quanto riguarda lo stato del progetto è stata presentata una versione dimostrativa della piattaforma per verificare che il progetto realizzato rispondesse ai requisiti richiesti e concordati nella prima fase della progettazione.
Si è così visto come il sistema interagisce con le sue varie componenti e come svolge il servizio, nonchè la funzionalità della piattaforma veicolare.
E' in corso di elaborazione un programma di addestramento per le risorse umane da dedicare al Contact Center e si sta lavorando perl'estensione di un progetto pilota articolato e collegato con le aree di sosta attrezzate per gli automezzi pesanti già finanziate dal Comitato Centrale, estensibile ad altre diverse aree attrezzate.
Con queste premesse la piattaforma telematica avviata dal Comitato Centrale dell'Albo degli Autotrasportatori ai fini della sicurezza è una delle esperienze più avanzate in Europa per la riduzione dell'incidentalità e il miglioramento della produttività dell'autotrasporto attraverso la infomobilità.
Il problema delle Alpi
Sull'Arco Alpino l'Italia perde ogni anno 1.500 milioni di euro per le difficoltà di attraversamento con un costo che per le imprese non è più sopportabile.
Tra gli obiettivi della piattaforma c'è anche quello di sopportare le aziende ad ottimizzare l'accesso alle Alpi.
La congestione, soprattutto nei grandi nodi, incide nella misura del 10% sui livelli della velocità commerciale con pesanti oneri sul costo orario del servizio.
Il costo dell'autotrasporto è di 2.000 ore per 100.000 km contro un numero di 1.826 per altri operatori quali Germania, Francia, Spagna.
Informazioni capillari e tempestive consentono invece di migliorare i livelli di servizio delle infrastrutture e dei flussi di traffico, oltre che fornire una possibile soluzione a un problema comunitario.
I progressi dei veicoli.
Negli ultimi anni i miglioramenti tecnologici compiuti nella progettazione dei mezzi pesanti sono stati enormi e ci sono ancora potenzialità.
Va detto però che la crescita di produttività e l'aumento della sicurezza del camion si scontrano con vincoli di infrastrutture, congestione nel traffico, richiesta di livelli di servizio più elevati.
Occorre dunque migliorare non solo il veicolo ma anche il modo di gestirlo.
Nel nuovo panorama tecnologico si aprono possibilità di comunicazione con il camion in cui anche il costruttore potrà fornire un ulteriore contributo.
A cominciare dalla raccolta dei dati dal veicolo e dei possibili sviluppi nel campo della telediagnosi e dell'analisi predittiva.
Negli ultimi anni i sistemi Ict (Information and communication technology) stanno gradualmente diventando sempre più integrati ed interagenti per migliorare le politiche per la mobilità e la sicurezza.
Una delle possibili direttrici di sviluppo per i prossimi sarà probabilmente il coinvolgimento delle infrastrutture, mettendo in comunicazione non solo autista e veicolo, am anche il veicolo e l'infrastruttura stessa.
Il valore degli Its
I Sistemi Its - Intelligent Transport Systems nascono dall'applicazione ai trasporti dell'informatica e delle comunicazioni.
In particolare, con il termine Its si intende l'insieme delle procedure, dei sistemi e dei dispositivi che consentono, attraverso la raccolta, elaborazione e distribuzione di informazioni, di migliorare il trasporto e la mobilità di persone e merci.
Gli Its permettono di affrontare in modo "intelligente" i problemi della mobilità nella loro globalità, considerando i trasporti come un "sistema integrato", in cui informazione, gestione e controllo operano in sinergia ottimizzando l'uso delle infrastrutture, dei veicoli e delle piattaforme logistiche, in un'ottica multimodale.
Gli Its consentono pertanto di ottimizzare la gestione delle infrastrutture e delle piattaforme logistiche, riorganizzando i flussi di traffico in modo da promuovere il reiquilibrio fra i diversi modi di trasporto ed incentivare in particolare un maggiore utilizzo del trasporto marittimo e ferroviario non solo per i passegggeri ma anche per le merci.
L'esercizio dei Sistemi finora realizzati, sia a livello urbano che extraurbano, ha permesso di dimostrare che i Sistemi Its possono apportare alla colletività vantaggi significativi per l'ambiente, l'efficienza, la produttività e, sopratutto, per la sicurezza dei trasporti.
La Commissione europea, nel Libro Bianco "La politica europea dei trasporti fino al 2010: il momento delle scelte" (settembre 2001), riporta che in diverse applicazioni realizzate in paesi dell'Unione europea sono state ottenute riduzioni dei tempi di spostamento nell'ordine del 20% ed aumenti della capacità della rete del 5-10%.
Si è riscontrato inoltre un miglioramento in termini di sicurezza del 10-15% grazie alle strategie coordinate di informazione e controllo, e un aumento anche delle percentuali di sopravvivenza, dovuto ai sistemi automatici di segnalazione degli incidenti e di gestione delle situazioni di emergenza.
E proprio agli Its è dedicato uno specifico percorso normativo all'interno dell'ampia offerta prevista dal Comitato Centrale dell'Albo.
Aree tecnologiche
Il Comitato Centrale ha deciso, già dal febbraio scorso, di avviare un servizio per la gestione di un software per tutte le aree di sosta dedicate ai veicoli pesanti che intendono entrare in rete, approvando il lay-out tecnico e i criteri per la relativa convezione.
Per questo obiettivo l'Albo si impegna a mettere a disposizione delle aree di sosta che si intendono convenzionare: la piattaforma contenente i dati e le inforamzioni elaborate dal Comitato stesso, attraverso uno specifico studio; l'accesso alla piattaforma telematica centrale con la possibilità di connessione ad altre aree di sosta: il software operativo per assicurare il collegamento alla piattaforma centrale e relativa implementazione; la fornitura per almeno due anni di un servizio di gestione dei flussi dei dati.
il Comitato Centrale sta mettendo a punto un sistema informatico per la messa in rete delle aree di sosta attrezzate.
Per fruire del sistema le aree di sosta possono convezionarsi con il Comitato Centrale dell'Albo.
Ad oggi sono state invitate 22 aree di sosta attrezzate realizzate con il cofinanziamento del Comitato.
Il progetto Osservatorio
Durante la scorsa tappa di Praga, il Comitato Centrale dell'Albo ha posto in campo un interessante progetto di Osservatorio.
Esso prevede l'attivazione di un servizio informativo per facilitare l'accesso ai mercati dei paesi dell'Est e lo scambio di best practices tra gli operatori della "vecchia Europa" e quelli della "nuova Europa".
I 12 paesi cui è estesa l'iniziativa sono: Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria, Bulgaria, Romania, Turchia, Croazia; paesi caratterizzati da differenze linguistiche e da diverse modalità operative che riguardano norme - mercati e differenti politiche relative all'incidentabilità e alla sicurezza.
La rete di rilevazione è finalizzata a raccogliere informazioni, in ciascuno dei singoli paesi, su elementi macro-economici, politiche per lo sviluppo e la sicurezza dell'autotrasporto, mercati e ruolo degli operatori italiani all'estero.
L'Osservatorio può diventare lo strumento comune degli autotrasportatori europei per promuovere e diffondere attraverso la formazione, l'informazione, la raccolta dei dati, le migliori pratiche messe in atto dalle aziende europee in materia di trasporto e in particolare per la sicurezza.
Un Osservatorio che disponga, quindi, il monitoraggio costante delle aziende europee fornendo dati aggiornati alle principali istituzioni di ricerca, di elaborazione statistica ed ai responsabili delle politiche del trasporto.
Progetto Galileo
Una costellazione di 30 satelliti dal 2013 si affiancherà all'americano Gps.
Si tratta di un progetto tutto europeo, avviato ormai da anni: Galileo.
Proprio nelle scorse settimane è entrato in orbita il secondo satellite chiamato Giove B e il parlamento di Bruxelles ha stanziato 3,45 miliardi di euro per proseguire nella relaizzazione del progetto.
Dopo il fallimento dei negoziati sul contratto di concessione che avrebbe dovuto affidare ai privati la gestione di Galileo, è stato approvato il regolamento che permetterà di completare il sistema di navigazione.
Sarà costruito con il denaro pubblico: 3,4 miliardi di euro per il periodo 2007-2013, per costruire la prima infrastrutura mondiale di radionavigazione e posizionamento via satellite nata e gestita in ambito civile.
Lo statunitense Gps e il meno conosciuto Glonass russo sono infatti realizzati e vengono tuttora gestiti dai militari, anche se i loro segnali sono "aperti" all'uso civile.
Il lancio di Giove B, avvenuto con un razzo Soyuz dalla base russa di Baikonur in Kazakstan proietta il sistema in una fase molto importante.
Mentre il fratello maggiore Giove A, ha avuto il compito di occupare la posizione orbitale e bloccare le frequenze, con Giove B si entra nel vivo.
Sarà operativo per soli due anni, ma il fatto è che Giove B è uguale ai 30 satelliti che comporranno la costellazione di Galileo.
Un buon senso di questo lancio sarebbe un buon viatico per tutto il progetto.
Giove B ha in dotazione l'orologio atomico più preciso mai lanciao nello spazio: perde un secondo ogni tre milioni di anni!
Si tratta di un progetto che vede l'Italia protagonista assoluta: l'Italia è il secondo investitore a livello europeo, partecipa alla costurzione dei satelliti i cui dati vengono ricevuti dalle antenne del centro spaziale italiano del Fucino, e nei pressi di Monaco in Germania.
Articolo tratto da "La rivista dell'autotrasporto" n.106 pag.20
di Selvetella Yari



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