Nell'Albo 56mila imprese senza camion
Su un totale di 176mila iscritti mentre le nove associazioni di categoria dichiarano di avere 103mila aderenti – La più numerosa è Fita –Cna
Anche escludendo le sigle che rappresentano le aggregazioni cooperative o quelle di tipo prettamente sindacale, chi deve confrontarsi con il mondo dell’autotrasporto si trova di fronte almeno nove associazioni di categoria.
Se a queste si aggiungono i vari raggruppamenti esistenti, il quadro presenta un vero e proprio labirinto di sigle e siglette, che mostra anche l’evidente frammentazione del settore.
Sono, appunto, nove le associazioni – assieme a sigle sindacali e cooperative ammesse di diritto – rappresentate nel Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori a seconda del loro grado di rappresentanza.
Secondo quanto riportato sul proprio sito web, l’Albo dovrebbe rappresentare circa 190mila imprese di autotrasporto in conto terzi, ma, da una nota interna del 4 febbraio 2008, le imprese effettivamente iscritte ( vedi tabella) risultano essere circa 176mila.
Di queste 56mila sono a 0 camion, il che significa che hanno cessato l’attività e che la loro posizione non è stata ancora aggiornata.
Ne consegue che le imprese effettivamente iscritte sono circa 120mila.
Sul fronte dell’aggiornamento dei dati e della pubblicazione dell’elenco delle imprese iscritte – suo compito principale – il Compito dell’Albo sta comunque procedendo rapidamente e, una volta che questo sarà completato, sarà più semplice capire l’effettiva dimensione e il peso dell’autotrasporto in Italia, visto che i dati forniti dalle associazioni di categoria sono spesso datati.
Ciò perché il numero degli iscritti, insieme al tonnellaggio rappresentato, definisce il peso all’interno dell’Albo.
Ma la composizione del Comitato non viene rinnovata da circa 10 anni: l’ultima rilevazione, e successiva votazione dei membri, è del 1999. Dal 2004, infatti – data di scadenza del mandato dell’attuale Comitato – a causa delle vicissitudini della riforma normativa del settore ancora in corso, lo stesso organismo è congelato e lavora in regime di prorogatio.
Quindi gli ultimi dati ufficiali risalgono a circa 9 anni fa.
Ovviamente le associazioni i dati sui loro iscritti li tengono e li forniscono in maniera più o meno ufficiale.
Sul peso effettivo delle associazioni è evidente che non conta soltanto il numero degli iscritti, ma anche la qualità degli stessi: ad esempio la Fai è considerata la più grande perché, pur non essendo la più numerosa con le sue 20mila imprese, con 70.000 automezzi rappresenta la fetta più rilevante del parco circolante.
Numericamente più poderosa è la Cna-Fita, che associa oltre 35mila imprese dell’artigianato e della piccola e media impresa e le loro forme organizzate come consorzi e cooperative, ma hanno una massa critica minore a causa delle dimensioni delle aziende, spesso monoveicolari o poco più.
A conferma di ciò, emblematico è il ruolo dell’Anita, l’associazione che aderisce alla Confindustria, Anita conta <<solo>> 3mila imprese ma è una delle associazioni che contano, visto che ha circa 400mila addetti e un parco veicolare di oltre 46.000 veicoli, con una portata utile superiore a 1,3 milioni di tonnellate e una media di 15 veicoli per impresa, otto volte superiore alla media nazionale di 1,9 veicoli.
Importante numericamente anche la Confartigianato Trasporti, che conta circa 30mila imprese singole e consortili.
E’ articolata sul territorio con 20 federazioni regionali e oltre 118 associazioni provinciali.
Ma a proposito di proliferazione di sigle, che peraltro non annullano le precedenti ma portano a una moltiplicazione ulteriore degli interlocutori, Cna-Fita, Confartigianato Trasporti, Fai, Fiap L., Unitai e Sna-Cas hanno recentemente ricreato l’Unatras, sigla che era stata usata una decina di anni. Secondo i dati di una nota del 10 luglio scorso questo organismo << rappresenta l’80 % delle merci trasportate in Italia>>.
Unatras si aggiunge poi alla Conftrasporto, Confederazione di cui fanno parte ancora Fai, Unitai, Fiap, Federlogistica, Federtraslochi e Cllai.
Vi è poi ancora in vita il Cuna, Coordinamento unitario delle associazioni dell’autotrasporto.
Tra le ultime nate, Trasportounito da poco legatosi alla Fiap- M, Assotir, che ha assunto la rappresentanza italiana di Transfrigoroute, e Trasporto Amico, fondata dall’attuale sottosegretario ai Trasporti Mino Giachino pochi mesi prima della sua nomina governativa.
Articolo tratto da “Il Sole24ore Trasporti” n°15 8 – 20 settembre 2008 pag. 3
Autore: Paolo Castiglia
Sul peso effettivo delle associazioni è evidente che non conta soltanto il numero degli iscritti, ma anche la qualità degli stessi: ad esempio la Fai è considerata la più grande perché, pur non essendo la più numerosa con le sue 20mila imprese, con 70.000 automezzi rappresenta la fetta più rilevante del parco circolante.
E’ articolata sul territorio con 20 federazioni regionali e oltre 118 associazioni provinciali.
Unatras si aggiunge poi alla Conftrasporto, Confederazione di cui fanno parte ancora Fai, Unitai, Fiap, Federlogistica, Federtraslochi e Cllai.
Vi è poi ancora in vita il Cuna, Coordinamento unitario delle associazioni dell’autotrasporto.
Tra le ultime nate, Trasportounito da poco legatosi alla Fiap- M, Assotir, che ha assunto la rappresentanza italiana di Transfrigoroute, e Trasporto Amico, fondata dall’attuale sottosegretario ai Trasporti Mino Giachino pochi mesi prima della sua nomina governativa.
Articolo tratto da “Il Sole24ore Trasporti” n°15 8 – 20 settembre 2008 pag. 3



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