Le leve per uscire dall'impasse: più intermodalità, aiuti alle Pmi, collaborazione pubblico-privato

 

Le leve per uscire dall'impasse
Dal ChiangLog tre proposte per incentivare il settore: più intermodalità, aiuti alle Pmi, collaborazione pubblico-privato
Logistica ed export: su questo binomio si sono interrogati, evidenziandone vantaggi senza tralasciarne i lati oscuri, i partecipanti a "ChainLog", quarto forum nazionale su trasporti e attività collegate che si è svolto a Piacenza.
Promosso da Confindustria, organizzato da "Cenacolo" in collaborazione con Politecnico, Università Cattolica, Assologistica e Federmobilità, ha portato nella città emiliana, che sulla logistica ha deciso di puntare forte, facendo leva sulla propria posizione geografica, esperti di primo piano: rappresentanti istituzionali, manager di grandi aziende, esponenti del mondo scientifico ed universitario.
Il tutto sotto l'egidia dei ministeri delle  Infrastrutture e dei Trasporti e dello Sviluppo economico.
Secondo Marco Spinedi, economista, presidente del Comitato scientifico della manifestazione, lo sviluppo delle imprese, e quindi dell'economia del Paese, va di pari passo con una rete adeguata di infrastrutture logistiche e di viabilità.
In Italia non è ancora così.
Strade, ferrovie, aeroporti, porti non sono all'altezza.
Specie nella Pianura Padana, cuore economico e produttivo, il traffico su gomma è vicino al collasso.
Per uscirne occcorre azionare più leve: incentivazione dell'intermodalità ferroviaria, "ottimazione" delle catene logistiche delle piccole e medie imprese, collaborazione tra il pubblico e privato.
Alcune soluzioni sono già state adottate.
Sia dalle imprese che, autonomamente, hanno migliorato la propria logistica raggiungendo, come hanno spiegato, buoni risultati.
Sia dalle istituzioni attraverso le grandi opere- come l'Alta velocità, che sta ormai vedendo la luce - o il grandioso progetto del tunnel del Brennero.
L'export e l'attrazione di investimenti stranieri viaggiano, è stato sottolineato a più voci, su una rete di trasporti efficiente.
Altrimenti si bloccano, rallentano, prendono altre direzioni.
"Le ricerche e gli studi realizzati - dice Sara Vitali, responsabile del progetto "ChainLog" - confermano, se ce ne fosse bisogno, che la nostra crescita è in gran parte legata alle esportazioni.
La logistica riveste quindi un ruolo fondamentale, specie in un mercato, come quello in cui ci muoviamo, globale e caratterizzato da evoluzioni velocissime".
Ma la logistica presenta anche molte ombre.
"E' vero. E la principale - osserva Enrico Cicciotti, docente alla Cattolica - è l'invasione del territorio".
Capannoni e piazzali divorano la campagna.
"La sfida - continua - è quella di trarre da questa occupazione anche risorse, per esempio sotto il profilo della produzione di energia".
Un indirizzo già intrapreso, fa presente Giulio Gravaghi, a.d. della Cenacolo: "Sono stati avviati studi per installare pannelli fotovoltaici sopra i magazzini del polo logistico".
Tra le zone d'ombra vi è anche un paradosso: mentre, da un lato, logistica e collegamenti sono considerati un asse di sviluppo portante, dall'altro il corso di ingegneria dei trasporti del Politecnico, con sede a Piacenza, voluto e sostenuto da enti e associazioni, chiude mestamente, dopo una brevissima esperienza, per mancanza di iscritti.
Erano appena 15, ridottisi addirittura a 8 a causa di 7 ritiri.
"Diciamo -afferma deluso Renzo Marchesi, responsabile della sede - che l'abbiamo messo in sonno.
Avevamo svolto indagini di mercato e ne avevamo tratto la convinzione che desse buone opportunità di lavoro.
Evidentemente i giovani hanno preferito altre facoltà".
Un fiore all'occhiello precocemente appassito che spinge, deve spingere, a diverse riflessioni

Articolo tratto da " TuttoTrasporti" n. 308 pag. 61
di Boglioli Pietro

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