Governo si parte: il Presidente del Consiglio Berlusconi ha formato la squadra che guiderà il Paese

 

A circa un mese dalle elezioni, il Presidente del Consiglio Berlusconi ha formato la squadra che guiderà il paese nei prossimi anni. Altero Matteoli nominato Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Al suo fianco quattro sottosegretari.
Dopo essere stato chiamato per la quarta volta a guidare il Paese, Silvio Berlusconi ha impiegato circa un mese per formare la nuova squadra di governo.
Sin dai primi giorni dopo le elezioni le cronache hanno indicato Altero Matteoli come candidato più probabile a ricoprire il ruolo di Ministro delle Infrastrutture e Trasporti.
In questo senso non ci sono state sorprese: le competenze relative ai lavori pubblici vengono dunque riaccorpate - così com'era avvenuto nei precedenti governi Berlusconi - in un unico dicastero e affidate all'ex Ministro dell'Ambiente Matteoli.
A questo riguardo, viste le sue precedenti esperienze, si era parlato di un possibile super-ministero che assorbisse in sè anche il delicato tema dell'energia.
Si è invece deciso di mantenere un ministero dell'Ambiente, che verrà guidato da Stefania Prestigiacomo.
Chi è il nuovo Ministro
Altero Matteoli è nato a Cecina in provincia di Livorno l'8 settembre 1940.
La legislatura da poco iniziata è la sua ottava in Parlamento.
Ha esordito nel 1983 nelle fila del Movimento sociale italiano di cui è stato segretario regionale per la Toscana.
Nel 2001 viene eletto alla Camera dei Deputati mentre con le politiche del 2006 fa il suo ingresso a palazzo Madama.
Non si tratta certo di un uomo politico sinora estraneo alle tematiche dei trasporti.
Nella decima legislatura, infatti, è stato membro della commissione Trasporti e di quella per le Politiche comunitarie.
Incarico ribadito nella tredicesima legislatura.
Nuovo slancio Infrastrutturale.
Per quanto concerne i contenuti di questa nuova esperienza governativa, può essere utile guardare al recente passato che, peraltro, ritroviamo all'interno del programma del Popolo della Libertà.
Il secondo dei sette obiettivi che Berlusconi si è impegnato a compiere riguarda proprio il rilancio e rifinanziamento della "Legge Obiettivo" e delle Grandi opere con priorità alle Pedemontane lombarda e veneta, al Ponte sullo Stretto di Messina e l'Alta velocità ferroviaria.
Per quanto riguarda le infrastrutture, dunque, dovrebbe emergere un nuovo slancio per tutti quei progetti su cui il centro-destra aveva puntato e che erano stati in parte accantonati nell'ultimo biennio.
Al di là della singola opera, non c'è dubbio che l'ultima presidenza Berlusconi si era caratterizzata proprio per la volontà di ammodernare il quadro infrastrutturale italiano con una serie di grandi opere.
Sempre dal programma del Pdl emerge la volontà di coinvolgere le piccole e medie imprese di costruzione nella realizzazione delle opere stesse.
In una recente intervista Matteoli, che è, tra l'altro, sindaco di Orbetello in provincia di Grosseto, aveva dichiarato: "La priorità assoluta, per quanto mi riguarda, è costituita dal completamento dell'A-12 fino a Civitavecchia.
Questa opera aspetta da 38 anni un'autentica vergogna per il Paese.
Poi - aveva aggiunto - sarà indispensabile far progredire il più rapidamente possibile la Grosseto-Fano e adeguare la linea ferroviaria Genova-Roma".
Anche le prime dichiarazioni, rilasciate da Matteoli dopo le elezioni, sembrano confermare questa impostazione: "Il ponte sullo Stretto - ha dichiarato il ministro  - è l'unico modo, partendo da lì, per continuare in Sicilia rifacendo le ferrovie e le strade.
Ma faremo molto di più: completamento del passante di Mestre, l'alta velocità oltre Battipaglia e tutte le infrastrutture che tolgono oneri impropri alla piccola e media impresa.
Noi abbiamo oltre ottomila chilometri di coste.
E' mai possibile che una simile ricchezza non venga utilizzata?
Mi riferisco alle autostrade del mare, ai porti che vanno ampliati e ammodernati per quello che riguarda l'industria, ma anche a tutte quelle strutture a supporto del turismo che costituiscono la miniera d'oro del nostro stupendo "Paese".
Nominati i sottosegretari
Nel frattempo, a completamento della squadra di governo, sono stati nominati i sottosegretari alle Infrastrutture e Trasporti, che sono: Roberto Castelli, Bartolomeo Giachino, Mario Mantovani, Giuseppe Maria Reina.
I temi del confronto
Dalle prime dichiarazioni emerge, oltre all'attenzione per le infrastrutture, l'importanza che per  il nuovo governo avrà la logistica.
Occorre ricordare infatti il Piano della Logistica, approvato dal Cipe nel marzo 2006 e condiviso dalle principali rappresentanze economico-sociali: gli obiettivi e le indicazioni di quel documento potrebbero essere oggetto di attenzione del nuovo Esecutivo.
Per quanto riguarda il rapporto tra gli autotrasportatori e Governo rimangono in sospeso molte delle motivazioni che avevano condotto una parte della categoria  al fermo dei servizi nel dicembre scorso.
In primo piano, come sempre, il  completamento della riforma per la  liberalizzazione regolata dell'autotrasporto apportabili in base alla proroga della legge delega 32/2005 sino al 31 dicembre 2008 (parametri di riferimento per assicurare il rispetto delle norme sulla sicurezza stradale e sociale, evitando pratiche di dumping; data certa ai contratti in forma scritta o alla restante documentazione, documento attestante la proprietà delle merci: applicazione del sequestro della merce e la sua successiva confisca anche al contro proprio; prezzo del gasolio in fattura).
Sul piano delle emergenze, il fattore gasolio continua ad essere determinante: a questo riguardo rimane valida la decisione intervento in sede comunitaria per l'autorizzazione al recupero dell'incremento (circa 0,7 centesimi di euro/litro) attraverso il D.Lgv. 26/2007 e la riproposizione, in sede comunitaria, della questione sul gasolio professionale.
Sempre in Europa rimane da concludere definitivamente il contenzionso sulla restituzione del bonus fiscale 1992/1994.
Gli orientamenti emersi in questi mesi a proposito del rapporto tra manovre finanziarie e autotrasporto sembrano orientate a un superamento della logica degli interventi finanziari "a pioggia" per privilegiare invece la crescita dimensionale e qualitativa delle aziende dell'autotrasporto merci.
Per quanto riguarda gli stanziamenti approvati nella recente finanziaria, rimane da provvedere all'emanazione del Decreto attuativo del DPR 273/2007 per agevolare l'acquisizione di autoveicoli "Euro 5 (70 milioni di euro del fondo autotrasporto 2007) e l'approvazione del DPR per utilizzo del residuo del fondo autotrasporto anno 2007, pari a 116 milioni di euro. 

Articolo tratto da " La rivista dell'autotrasporto" n.106 pag.12, di Selvetella Yari

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