Suscita molti dubbi il documento sull'orario che gli autotrasportatori sono tenuti a compilare

 

 

Continua a suscitare molti interrogativi fra gli autotrasportatori il nuovo registro dell'orario di lavoro degli autisti.

Al proposito anche molti lettori di TuttoTrasporti hanno manifestato i loro dubbi.

Il libro è stato reso obbligatorio, a partire dal 1°gennaio scorso, dal Decreto legislativo n. 234/2007, che ha recepito in Italia la Direttiva europea n. 15/202.

In attesa di ulteriori chiarimenti, richiesti al ministero del Lavoro dalle associazioni di categoria è dunque opportuno richiamare quali sono, le principali caratteristiche del registro e gli adempimenti cui sono tenute le imprese.
In primo luogo, il registro dell'orario di lavoro degli autisti si aggiunge ai regolamentari libri obbligatori (libro paga, matricola, ecc..) e alle specifiche disposizioni normative riguardanti gli apparecchi cronotachigrafi, i fogli di registrazione e le carte dei conducenti.

Per evitare duplicazioni, comunque, sul nuovo registro vanno annotati soltanto i dati relativi l'orario di lavoro dei conducenti, con esclusione dei dati già risultanti dai libri obbligatori; in considerazione poi della particolare modalità di svolgimento della prestazione dell'autista, che spesso non consente il rientro giornaliero in azienda, l'annotazione  dell'orario di lavoro potrà essere effettuata entro il terzo giorno successivo alla scadenza del termine delle retribuzione.

In assenza di un modello ufficiale può essere utilizzato un qualunque registro.

L'importante è che contenga le generalità, il numero di matricola del lavoratore e il numero di ore complessive di lavoro, suddivise in ordinarie e straordinarie.

Il registro deve essere preventivamente vidimato dalla Direzione provinciale del lavoro territorialmente competente e dovrà essere tenuto presso la sede legale dell'impresa, che  lo conserverà per almeno due anni.

Se il lavoratore  lo richiede l'impresa è obbligata a rilasciare copia delle registrazioni che lo riguardano.

 

Multe salate per chi sbaglia

 

Per quanto riguarda le violazioni della nuova norma sul registro dell'orario di lavoro è prevista un'unica sanzione amministrativa da 250 a 1500 euro per ciascuno dei vari casi che si possono presentare: mancata adozione del registro, omessa o tardiva vidimazione, omessa durante i controlli, registrazione mancante, incompleta o inesatta, mancata conservazione del registro per i due anni previsti e rifiuto di consegnare copia delle registrazioni all'autista che le richiede.

Una precisazione importante: ognuna delle infrazioni sopra ricordate è autonoma e indipendente dall'altra e di conseguenza, a seguito di un controllo, la multa potrebbe scattare contemporaneamente per ciascuna violazione contestata.

 


Articolo tratto da TuttoTrasporti n. 305

 

Aprile 2008

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