Parte la legislatura e si attende di saper chi si occuperà di trasporti nel Governo

Sorpresa un italiano ne avrà le responsabilità a Bruxelles

 

Terminato il periodo elettorale si è aperta la lunga fase di adempimenti istituzionali che porterà all'insediamento del nuovo Governo.

Al momento della chiusura in redazione di questo numero di TuttoTrasporti impazzava ancora il toto- ministri e non è possibile ipotizzare se nel nuovo Governo ci sarà un ministro dei Trasporti e quale figura potrebbe ricoprire questo delicato ruolo.
Si, perché nel gran ballo dei nomi riferiti ai vari dicasteri, la "casella" dei Trasporti rimane spesso vuota.

Anzi, in molte previsioni sulla composizione dell'Esecutivo il ministero dei Trasporti non trovava addirittura spazio.

E' il risultato dell'ipotesi di riaccorpamento dei Trasporti con il ministero delle Infrastrutture, a sua volta destinato a diventare tutt'uno con quello dell'Ambiente, sotto la guida, secondo la maggior parte degli osservatori, di Altero Matteoli, già ministro dell'Ambiente nel precedente governo Berlusconi.

Peraltro le associazioni di categoria, giudicano con favore il matrimonio tra Infrastrutture e Trasporti.

Ma se non ci sarà più in Italia un ministro dei Trasporti, un italiano sarà il ministro dei Trasporti dell'Unione europea.

Nell'ambito della sostituzione di Franco Frattini in seno alla Commissione europea (era il responsabile della Giustizia) al nostro Paese è stato assegnato il posto di commissario ai Trasporti, incarico che molto probabilmente sarà ricoperto da Antonio Tajani.

Tornando all'Italia, per il mondo dell'autotrasporto è comunque ancora presto per ipotizzare quali saranno gli interlocutori istituzionali, se vi sarà un vice - ministro o un sottosegretario con la delega alla gestione dei suoi problemi oppure se tutto sarà affidato a qualche funzionario o dirigente del futuro super- ministro.

Ma se sull'assetto e sulla guida del dicastero regna l'incertezza, non ci sono sicuramente dubbi su quale saranno i problemi dell'autotrasporto di cui, chiunque ne avrà la responsabilità istituzionale, dovrà tenere conto.

Si tratta semplicemente di riprendere il discorso interrotto, anche a causa della lunga pausa elettorale, sull'attuazione del protocollo d'intesa siglato dall'ex ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, nel dicembre 2007.

Il documento conteneva dodici impegni, dei quali soltanto due sono stati mantenuti.

Il confronto dovrà quindi ripartire da qui.

Certamente però non basta.

Nel frattempo, infatti, si registrano due elementi che rendono ancora più urgenti gli interventi a favore del settore.

 

Gasolio e liberalizzazione ai primi posti


La prima questione è il caro- gasolio.

E' un'emergenza sempre più grave per le imprese di autotrasporto ,che non riescono a scaricare sui prezzi questo pesante costo aggiuntivo.

Il secondo elemento riguarda il completamento della riforma che ha introdotto la liberalizzazione regolata dell'autotrasporto.

Un argomento con cui il nuovo Governo dovrebbe avere familiarità, visto che era stata portata a termine dal precedentemente Governo Berlusconi.

Ora c'è tempo fino al 31 dicembre 2008, secondo la proroga approvata dal Parlamento uscente, per apportare le correzioni necessarie alla riforma: prezzo del gasolio in fattura, tariffe anti - dumping, contratti in forma scritta,documento che certifichi la proprietà delle merci trasportate; applicazione del sequestro della merce e corresponsabilità dei committenti.

In attesa dell'insediamento del nuovo Governo, il settore ha comunque dato una prova di responsabilità, rinviando al 26 maggio il fermo settore bisarche, previsto in un primo tempo per la settimana dal 21 al 26 aprile.

La decisione è stata presa da Fita e Confartigianato - trasporti.

Un segno di buona volontà che, si augurano le associazioni, favorisca la rapida ripresa del confronto sulle problematiche del settore.

 


Articolo tratto da TuttoTrasporti n. 306 pag.14 Maggio 2008

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