Niente fermo ecco perchè:confermati i fondi per il settore e recupero degli aumenti del gasolio

 

C'è voluta una maratona di tre giorni, ma alla fine della trattativa a oltranza le associazioni degli autotrasportatori hanno sotterrato l'ascia di guerra e firmato un armistizio con il Governo.
Niente fermo a inizio luglio, dunque, ma un lungo protocollo d'intesa sottoscritto con il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Altero Matteoli dopo un astenuante negoziato, condotto per buona parte anche dal sottosegretario ai Trasporti Mino Giachino, che ha rischiato mille volte di essere interrotto in modo traumatico.
Dall'altra parte del tavolo, in rappresentanza degli autotrasportatori le associazioni di categoria promotrici del fermo (Fita, Confartigianato trasporti, Conftrasporto, Fiap-M e Sna) che avevano costituito un comitato esecutivo unitario per gestire la vertenza col Governo, e le organizzazioni (Anita, Fedit, Movimento cooperativo) concordi sulla richiesta di provvvedimenti urgenti per il settore ma contrarie a prove di forza quali il blocco.

Interventi normativi e economici
Passando ai contenuti dell'accordo Governo-associazioni il punto più importante, ma che anche sarà quello di più difficile applicazione, è senza dubbio l'introduzione di una norma che prevede la "clausola gasolio", un meccanismo cioè in grado di far recuperare automaticamente ai trasportatori, nelle fatture, gli incrementi del costo  del gasolio che si dovesserro verificare.
Per quanto riguarda, invece, la parte economica c'è inanzitutto il recupero delle somme già stanziate in passato e non ancora spese: 116 milioni di euro destinati agli investimenti, 77 milioni di euro (per tre anni) riservati alle autostrade del mare e i 70 milioni di euro per gli incentivi all'acquisto dei camion Euro 5.
In aggiunta a questi ci saranno 56 milioni di euro per il parziale rimborso del'accisa sul gasolio e 200 milioni di euro che saranno stanziati con la manovra fiscale.
In totale oltre 600 milioni di euro attendono di essere spesi per il settore.
L'importante è ora che tra lo stanziamento e l'effettiva erogazione alle imprese non passino anni, come troppo spesso è avvenuto in passato, con il pericolo che, non essendo state spese, queste risorse siano trasferite ad altre voci del bilancio statale.

Blocco revocato di fronte a fatti concreti.
Generalmente positivi i commenti sull'esito della vicenda da parte delle associazioni che avevano proclamato l'agitazione, con l'eccezione di Trasporto unito che ha sottoscritto solamente la parte normativa dell'accordo perchè ritiene che non vi sia certezza sugli interventi economici promessi.
Pasquale Russo, segretario di Conftrasporto, a nome delle associazioni aderenti al fermo (oltre a Conftrasporto, Fita, Sna e Fiap-M) ha dichiarato che l'esito positivo della vertenza, è stato garantito da una serie di decisioni: la definizione della norma che stabilisce il recupero automatico del costo del gasolio, la definizione dei termini tassativi di pagamento delle prestazioni di trasporto, l'impegno a rendere immediatamente disponibili le risorse già previste per il settore e inoltre l'ulteriore stanziamento di fondi per garantire il livello di competitività delle imprese.
Ora cominceremo subito a lavorare perchè tutti gli impegni siano mantenuti nel più breve tempo possibile"

Articolo tratto da "TuttoTrasporti" n. 308 pag.16

 

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