Deroga orario di lavoro autisti discontinui

Deroga, si firma se....
Alcune aziende vorrebbero che gli autisti aderissero all'accordo prima della stipula di un integrativo. Ma sarebbe pià giusto il contrario
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Alcuni definiscono storico l'accordo che ha portato alla firma della Deroga sull'orario di lavoro degli autisti dipendenti, la cui attività, se discontinua, dovrebbe ora essere premiata con un contratto integrativo che riconosca un valore alle ore d'impegno aggiunte alla guida del camion, come assistere alle operazioni di carico e scarico, preoccuparsi della manutenzione, attendere il tempo necessario per l'accesso a un terminal container e così via.

 

 

Molte aziende, consorzi e associazioni sono in dirittura d'arrivo per applicare la Deroga, altri ci stanno invece giocando intorno, come denunciano alcuni autisti che preferiscono restare anonimi.
Come quelli che ci hanno fatto avere il documento che i loro superiori pretendono firmino senza aver stipulato, come appunto la Deroga prevede, il necessario contratto integrativo o territoriale.
Già, perché (si veda tuttoTrasporti-marzo 2009), con la Deroga si porta l'orario di lavoro degli autisti discontinui (lo regola l'art. 11 bis del Contratto nazionale di lavoro) da 47 a 58 ore e straordinariamente fino a 61, ma in cambio di un quid, cioè di una somma da concordare: anche perché i furbi che facessero cascare gli autisti ingenui nella rete ottenendone la firma prima di aver concordato l'integrativo, si troverebbero con un ingiustificato vantaggio rispetto alle imprese che quel qualcosa l'hanno riconosciuto.
Si legge nel documento pervenuto a tuttoTrasportì e che alcuni autisti non hanno firmato: "il sottoscritto (...) dichiara di aver ricevuto dalla società copia dell'accordo di Deroga dell'orario di lavoro (..) il cui contenuto è stato verbalmente illustrato in ogni sua parte (...) dichiaro altresì di aver preso visione del predetto accordo di Deroga dell'orario di lavoro del personale viaggiante, di averne compreso il contenuto e di condividere e accettarne l'applicazione nell'ambito del rapporto di lavoro con me instaurato".
Davanti ai cancelli di uno stabilimento industriale il fastidio è palpabile: lei ha potuto prendere visione dell'accordo?
Le è stato illustrato verbalmente e ne ha compreso e condiviso il contenuto come si legge sul foglio che le è stato consegnato?
"Ma quando mai", risponde arrabbiato un autista che la sua firma non ha intenzione di apporta.
"Pensano che sia cosi cretino? Beh, forse sì, lo pensano, se hanno insistito tanto venendomi a cercare a casa un giorno in cui ero di riposo - continua - ma a insospettirmi è stata proprio la loro fretta.
Ho chiesto a chi ne sapeva di più e mi hanno spiegato che prima bisogna stendere e approvare il contratto integrativo".
Un passo indietro.
Da dove salta fuori la Deroga? Per anni molti autisti, il cui arco d'impegno andava parecchio oltre le ore di guida consentite, o che magari neanche superavano quel limite (nel trasporto carburanti, ad esempio, c'è chi viaggia quattro-cinque ore al giorno, ma se ne sta in giro dall'alba al tramonto), sono stati considerati lavoratori continui (art. 11 del Ccnl) trovandosi in seguito spesso in causa col datore di lavoro al quale chiedevano il riconoscimento del tempo dedicato oltre quanto stabilito dal contratto nazionale, cioè 39 ore.
E un po' per ridurre i conflitti legali, un po' per andare incontro alla Direttiva europea 15 del 2002 che impone di non far superare le 48 ore di lavoro ai lavoratori cosiddetti mobili, pur ammettendo deroghe nazionali, datori di lavoro e sindacati degli autisti hanno insieme modificato gli articoli 11 e 11 bis del Ccnl, innalzando il limite di impegno dei camionisti discontinui fino a 58 ore ed eccezionalmente a 61.
Stabilendo pure, tuttavia, che questo sia possibile soltanto in presenza di un integrativo stipulabile anche con associazioni quando le imprese aderenti non hanno più di otto autisti.
Nella provincia di Varese, ad esempio, l'integrativo è stato redatto e concordato da parte datoriale dall'Asea, l'associazione spedizionieri e autotrasportatori della provincia (400 aderenti; fa capo alla Fai), dall'Associazione artigiani (Confartigianato) e dalla Cna, mentre dalla parte dei lavoratori è stato siglato da Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uil-Trasporti.
"Ora dovremo portare l'accordo alle imprese che rappresentiamo -dice Mauro Ghiringhelli, segretario dell'Asea - per le quali pensiamo di aver fatto un buon lavoro definendo meglio il concetto di lavoro discontinuo in precedenza scarsamente considerato, per cui si tendeva a far equivalere l'orario di lavoro dell'autista con le ore di guida, regolandosi poi ciascuno a modo suo per quanto riguarda l'arco d'impegno supplementare".

Articolo tratto da "Tutto Trasporti" n°316 aprile 2009 pag. 80-81
Autore: Antonio Massa

Commenti

L'accordo l'ho firmato

L'accordo l'ho firmato anch'io sotto ricatto del mio titolare Alessandro Capozi che ci ha fatto passare l'accordo come fosse una legge Europea e dicendoci che senza la firma degli autisti non avrebbe più potuto operare nel settore.
Una vera vergogna che ci sia gente che si arricchisce con il sudore degli altri. Hanno persino trasformato il codice della strada in una sorta di contratto di lavoro : le eccezioni sono diventate regole, ovvero per tre giorni settimanali superiamo le tredici ore di lavoro, ed il riposo settimanale di 45 ore è un divieto.
Colleghi non abbiate paura a scrivere il vostro nome e cognome ed il nome del vostro datore di lavoro. In nome di una crisi che non esiste, ovvero loro investono alle nostre spalle, ci stanno facendo diventare schiavi!!!!!!
Ricordate che non siamo noi ad avere bisogno del datore di lavoro, ma che è lui che senza il nostro sudore non pagato si ingrandisce!!!!

FERMIAMOCI!!!! E MANDIAMO A FARSI UN GIRO CISL E UIL CHE HANNO CREATO CHISSà CON QUALE COMPENSO QUELL'ACCORDO CHE CI HANNO FATTO FIRMARE!!!!!

IVANO LANCEROTTO DIPENDENTE CAPOZI AUTOTRASPORTI

caro ivano, ricorda che

caro ivano, ricorda che ognuno è libero di agire. se non eri d'accordo con il tuo datore di lavoro potevi firmare la lettera di dimissioni.E' facile dare sempre del ladro alle aziende...
comunque ricorda che con qualche ora detratta,non si è arricchito mai nex.
secondo me dovresti ringranziare l'azienda per il quale lavori che continua ancora a mantenerti nonostante l'aumento dei costi e la crisi economica.

ciao

ore lavoro settimanali

salve io sono un autista che trasporta carburanti e volevo sapere qual'è l'orario settimanale che uno puo fare indipendentemente dalle ore di guida,in quanto facendo parte di un consorzio alcuni dicono delle cose e altri ne dicono altre,sottolineando il fatto che siamo 6 dipendenti di un padroncino ma che il consorzio stesso raggruppa piu di 25-30 autotrasportatori.grazie saluto attendendo vs risposta

L'orario di lavoro

L'orario di lavoro settimanale massimo è pari a 48 h (tale valore comprende anche l'orario di guida).
E' possibile arrivare a 60 h settimanali purchè nei 4 mesi la media non sia superiore alle 48 h settimanali.

orario lavoro settimanale

Se non erro questo vale per i padroncini. Anch'io trasporto carburante ma sono dipendente. Nel mio contratto sono inquadrato nell'art. 11 bis e non ho firmato la deroga visto che non è stato trovato l'accordo. Per me valgono quindi esclusivamente le 48 ore o valgono le 60 fatta salva la media come per il collega ?
Potete darmi un idea delle ammende che sarebbero imputate all'autista nel caso di uno sforamento dell'orario settimanale constatato da un controllo della polizia o peggio dell'ispettorato ?
Cordiali saluti

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