Cosa fare quando un conducente non riesce più a svolgere i compiti che gli sono richiesti.

Se a rimetterci è la salute.
E' un'autista, questa volta, a dare lo spunto per la rubrica legale. " Lavoro per un'impresa di autotrasporto - ha scritto a TuttoTrasporti - e sono inquadrato nel 3° livello super del Ccnl. Le mie condizioni di salute non sono buone a causa dei pesanti carichi di lavoro, per la mancanza di interruzioni e per le frequenti operazioni di facchinaggio. Vorrei sapere quali sono i miei compiti e che diritti ho in caso di malattia". Questa inchiesta fornisce lo spunto per affrontare i vari aspetti del problema e per fornire a autisti e imprese un quadro chiaro sulla materia.
L'autista cita innanzitutto l'inquadramento al livello 3 à super e il fatto che nella sua giornata lavorativa non vi sono tempi morti.
E' una questione di fondamentale importanza dell'attività dell'autista (continua o discontinua) dipende l'individuazione dell'orario di lavoro normale ( 39 o 47 ore settimanali) e l'entità degli eventuali straordinari. Gli articoli 11 e 11- bis del Ccnl escludono la discontinuità solo nel caso in cui il tempo di prestazione coincida con quello del lavoro effettivo. Secondo l'orientamento della giurisprudenza, il lavoro discontinuo è caratterizzato "da attese non lavorate, durante le quali il dipendente non rimane assoggettato a obblighi specifici ( e può, quindi, ricostruire le proprie energie psicofisiche) oppure è tenuto,  durante le pause di attesa, a  rimanere a disposizione del datore di lavoro". In tale prospettiva,  il lavoratore per il lavoro straordinario, anche se le pause di attesa eccedono l'orario normale di lavoro, salvo che sia rimasto a disposizione del datore di lavoro, pur svolgendo attività complementari, e non già a riposo con libertà di scegliere come trascorrere la pausa. La corte di Cassazione ha stabilito che " l'occupazione lavorativa con mansioni soltanto di autista addetto alla distribuzione  di merci rientra nella previsione di lavoro discontinuo,salvo che vi sia e sia dimostrata la continuazione dell'attività anche durante lo scarico".

Solo dimostrando la quasi totale assenza di tempi morti nella giornata lavorativa l'autista avrebbe diritto al compenso straordinario per le prestazioni svolte oltre le 39 ore di lavoro effettivo settimanale, venendo meno il carattere della discontinuità.

 

Articolo tratto da TuttoTrasporti  n. 306  pag. 32

Maggio 2008

 

Di  Cristina Bruni

 

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