Porti. è fermo in Conferenza Stato-Regioni lo schema di decreto del ministero dell'Ambiente.

 

La norma di semplificazione è contenuta nella legge Finanziaria 2007. 
Non vede la luce la lunga partita sugli escavi nei porti. Dopo più di un anno di trattative, dibattiti, marce indietro, compromessi, riunioni tecniche e nonostante una norma in Finanziaria, quella dell’anno scorso, non escono dalle secche le semplificazioni per accendere le procedure di dragaggio nei porti italiani.
Il risultato è noto agli operatori: i lavori nei porti non si fanno e la confusione normativa regna sovrana in un settore che pressato dalla concorrenza dei traffici nei porti europei che annoverano progetti di espansione e di sviluppo mastodontici, lamenta da anni una parola chiara e regole più snelle per aumentare il pescaggio delle navi.
Ma a tutt’oggi nulla di fatto: al posto delle nuove regole sui dragaggi si susseguono invece interventi di ministeri e istituzioni alla Presidenza del Consiglio.
Lettere di protesta e di richiamo per sbloccare una situazione che nella migliore delle ipotesi vedrà la luce nel corso dei primi mesi dell’anno prossimo. Lo schema del decreto del ministero dell’Ambiente contenente gli allegati tecnici per le procedure e i criteri da seguire per la gestione delle attività legate alla movimentazione dei sedimenti marini è appena arrivato in Conferenza Stato-Regioni.
Un primo passaggio in commissione Ambiente c’è stato l’8 novembre, ma è difficile prevedere quando andrà all’ordine del giorno dell’assemblea.
Dopo toccherà poi all’esame in Consiglio di Stato per la verifica finale: risultato, prima di qualche mese non si potrà procedere con i lavori.
E proprio di recente, i presidenti delle Commissioni Trasporti e Lavori pubblici di Camera e Senato, rispettivamente Michele Meta (Pd) e Anna Donati (Verdi) hanno sollevato più di una rimostranza per la lentezza dell’iter burocratico della norma.
<<Siamo ancora al palo sugli escavi – ha tuonato Meta nel corso dell’Assemblea generale dei Porti italiani tenutasi a Roma il 6 novembre- non sono più tollerabili altre perdite di tempo perché ne vanno di mezzo anche le buone azioni>>.
Il presidente della Commissione Trasporti di Montecitorio si riferisce proprio al difficile compromesso raggiunto dopo un feroce scontro tra l’ala ambientalista del Governo Prodi e gli altri rappresentanti interessati.
Era il novembre 2006 e dopo che l’emendamento sui dragaggi era stato cassato dalla Finanziaria in discussione, il tavolo Donati-Meta lo aveva ripescato riuscendo a farlo approvare di lì a qualche settimana.Poi il black-out.
A nulla sono valse le pressioni successive esercitate dagli stessi Meta e Donati.
E solo recentemente una lettera del Ministro Di Pietro torna alla carica con Prodi per un interessamento alla questione con lettera inviata il 7 novembre.
E solo un giorno prima della commissione Trasporti della Camera ha approvato una risoluzione presentata da Ermete Realacci (Verdi) che impegna il Governo << a pervenire in tempi rapidi a un quadro normativo e regolamentare nell’ambito della movimentazione dei materiali e sedimenti in ambiente marino e costiero>>.
<<Siamo di fronte a una situazione Kafkiana – lamenta Umberto Ma succi, presidente Federagenti -.
Un anno fa assistevamo a un insoddisfacente compromesso sulla problematica sui dragaggi in Parlamento: quel compromesso comunque insoddisfacente, trovava spazio nel collegato alla Finanziaria ma, a distanza di un anno, non è stato implementato, lasciando i porti e gli operatori in una confusione totale>>.
 

Articolo tratto da “il sole 24 ore trasporti” n°20 pag. 3
Autore FLAVIA LANDOLFI

 

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