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Test obbligatorio Esame antidroga per tutti
Test obbligatorio – Esame antidroga per tutti
Nuovo adempimento in arrivo per autisti e imprese: il test antidroga obbligatorio per tutti i conducenti di veicoli per i quali sono richieste le patenti C, D, E e il patentino [[Adr]] (Certificato di formazione per il trasporto di merci pericolose).
La guida dei veicoli pesanti è stata infatti inserita nell’elenco delle mansioni più a rischio, che comportano pericoli per l’incolumità e la salute degli stessi conducenti e di terzi.
La guida dei veicoli pesanti è stata infatti inserita nell’elenco delle mansioni più a rischio, che comportano pericoli per l’incolumità e la salute degli stessi conducenti e di terzi.
La decisione è già in vigore dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale (il 15 novembre) del provvedimento. Per la sua piena operatività bisogna però attendere ancora un ulteriore decreto che sarà pubblicato entro la fine di febbraio.
In esso saranno stabilite le procedure per gli esami medici e di laboratorio, comprese le modalità di prelievo dei campioni e la loro conservazione.
Quando tutto ciò sarà stabilito i datori di lavoro, al momento dell’assunzione o prima di assegnare le mansioni di guida all’autista, dovranno richiedere al medico competente gli accertamenti, che si possono svolgere con visita medica ed esami tossicologici supplementari. Identica procedura dovrà essere seguita, di norma ogni anno, per tutti gli autisti.
Se il medico ravvisa la necessità che un lavoratore sia sottoposto a ulteriori accertamenti per verificare il suo eventuale stato di tossicodipendenze dell’Asl competente per territorio. Se l’autista non si sottopone, senza giustificato motivo, all’esame, il datore di lavoro sarà tenuto a sospenderlo immediatamente dalle mansioni di guida. Il divieto a guidare non comporta automaticamente la risoluzione del rapporto di lavoro. Infatti, il lavoratore può essere adibito anche ad altri compiti, sulla base di quanto previsto dal Contratto collettivo di lavoro in materia.
Se dagli accertamenti risulta che il conducente si trova in stato di tossicodipendenza, oltre a non guidare più, egli dovrà sottoporsi a un percorso di recupero che renda poi possibile il suo reinserimento a svolgere un’attività lavorativa che comporta un rischio anche nei confronti di terzi.
Le sanzioni, sia per glia autisti sia per le imprese che non rispettano queste nuove norme, sono molto pesanti. Il conducente che non si sottopone al secondo accertamento (quello più approfondito cui lo rinvia il medico dopo il primo test) rischia una multa da 103 a 310 euro, cui si aggiunge anche l’arresto fino a 15 giorni. Per l’azienda che non rispetta l’obbligo di togliere dalla mansione di guida un autista dichiarato in stato di tossicodipendenza è prevista invece la sanzione da 5.165 a 25.825 euro.
L’autista riconosciuto in prima istanza come tossicodipendente ha comunque diritto di chiedere, entro 10 giorni dalla comunicazione dell’esito del test, la ripetizione dell’esame presso il servizio tossicodipendenze dell’Asl competente per territorio.
In esso saranno stabilite le procedure per gli esami medici e di laboratorio, comprese le modalità di prelievo dei campioni e la loro conservazione.
Quando tutto ciò sarà stabilito i datori di lavoro, al momento dell’assunzione o prima di assegnare le mansioni di guida all’autista, dovranno richiedere al medico competente gli accertamenti, che si possono svolgere con visita medica ed esami tossicologici supplementari.
Se il medico ravvisa la necessità che un lavoratore sia sottoposto a ulteriori accertamenti per verificare il suo eventuale stato di tossicodipendenze dell’Asl competente per territorio. Se l’autista non si sottopone, senza giustificato motivo, all’esame, il datore di lavoro sarà tenuto a sospenderlo immediatamente dalle mansioni di guida. Il divieto a guidare non comporta automaticamente la risoluzione del rapporto di lavoro. Infatti, il lavoratore può essere adibito anche ad altri compiti, sulla base di quanto previsto dal Contratto collettivo di lavoro in materia.
Le sanzioni, sia per glia autisti sia per le imprese che non rispettano queste nuove norme, sono molto pesanti. Il conducente che non si sottopone al secondo accertamento (quello più approfondito cui lo rinvia il medico dopo il primo test) rischia una multa da 103 a 310 euro, cui si aggiunge anche l’arresto fino a 15 giorni. Per l’azienda che non rispetta l’obbligo di togliere dalla mansione di guida un autista dichiarato in stato di tossicodipendenza è prevista invece la sanzione da 5.165 a 25.825 euro.
Articolo tratto da “Tutto trasporti “ Gennaio 2008


